

Se già non ci avete giocato, sicuramente ne avrete sentito parlare. Il softair, nome di origine inglese che letteralmente significa “aria compressa”, è uno fra gli sport di squadra più in voga degli ultimi anni, capace di coniugare in sé tattica, azione e strategia. Un gioco particolarmente in crescita anche in Italia, dove gli appassionati di tale disciplina crescono di anno in anno.
Tuttavia, anche se ad oggi quasi tutti conoscono questo sport o ne hanno almeno sentito parlare, spesso si tende a fare molta confusione al riguardo. Come capita nella maggior parte dei casi per quegli sport o discipline che, magari, in passato non esistevano o non avevano ancora raggiunto un certo livello di popolarità.
Il softair è uno sport di squadra basato sull’utilizzo di armi giocattolo ad aria compressa, come suggerisce lo stesso nome della disciplina. Tale pratica, divenuta particolarmente famosa nell’ultimo decennio, ha quindi la caratteristica di saper coniugare una forte componente sportiva ad una di stampo militare. In Italia, tale sport è anche conosciuto con il nome di “tiro tattico sportivo” e può già contare un gran numero di appassionati.
A differenza del paintball, che il più delle volte si pratica in strutture apposite e utilizzando fucili con pallottole di vernice, il softair si svolge solitamente in zone boscose e spazi aperti. Tuttavia, questo non è un requisito necessario. Anche zone urbane periferiche e isolate possono infatti coniugarsi alla perfezione con questo tipo di sport. Fabbriche abbandonate, capannoni, edifici dismessi: se non ci sono persone nei dintorni, allora è il posto perfetto per cominciare a sparare. Mi raccomando, però: fate sempre attenzione alla sicurezza ed evitate luoghi pericolanti o a rischio.